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Fotografia terapeutica

La fotografia partecipativa o PhotoVoice è uno strumento di ricerca creativa e collettiva che, attraverso la fotografia, coinvolge direttamente i soggetti, facendoli riflettere e evolvere rispetto a temi specifici .

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​ Le persone scattano foto su un argomento particolare e ne discutono in gruppo.

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Obiettivi 

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Esprimere le proprie idee con un linguaggio visivo e creativo.

​Riflettere sull'argomento.

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Sviluppare il pensiero critico attraverso il confronto dei diversi punti di vista dei partecipanti.

Promuovere azioni di miglioramento

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Ogni partecipante ha la possibilità di cogliere la realtà che lo circonda secondo il proprio punto di vista, raccontare storie, assumere consapevolezza delle criticità e dei punti di forza della comunità di riferimento, in relazione al tema individuato dal gruppo.  L'efficacia dello strumento è particolarmente efficace per i bambini e gli adolescenti. Il linguaggio visivo aiuta e consente ai partecipanti di esprimersi pienamente. La proiezione delle foto di gruppo rappresenta lo stimolo per parlare e  confrontare i vari punti di vista  sull'argomento. 

Gruppo di studio

Titolo 3

Il successivo dibattito, la fase più arricchente del processo, costituisce la base per proporre azioni di miglioramento che verranno infine presentate ai decisori durante la mostra fotografica, dove i partecipanti condivideranno creativamente i loro punti di vista con il mondo.

Photovoice fa parte delle investigazioni denominate IAP (Investigazione Azione Partecipativa), dove i partecipanti vengono coinvolti nell'intero processo, dalla documentazione fotografica alla proposta di cambiamento, passando dall'essere oggetto all'essere soggetto attivo .

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Potenziamento

scambio

inclusione

partecipazione

coscienza

creazione

ricerca 

crescita

gioco

PROGETTI E WORKSHOP

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Strutturo, organizzo e realizzo workshop di fotografia partecipativa personalizzati in base all'età dei partecipanti e alle esigenze di sviluppo del gruppo a cui è rivolto. I temi specifici, che rappresentano il cuore del laboratorio che sono legati alle attività fotografiche e ai dibattiti, vengono scelti insieme al gruppo, ai docenti, agli educatori o ai responsabili del gruppo.

Le nostre voci

39 minori sotto tutela si confessano,  attraverso il linguaggio fotografico, sulle loro condizioni di vita nei centri di protezione dove vivono giorno e notte. 

Progetto commissionato dal governo della Catalogna.

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Intervista a Radio4

Una mostra che dà voce ai giovani dei centri di protezione della Catalogna.

In Catalogna, il sistema di assistenza all'infanzia si prende cura di quasi 18.000 bambini e adolescenti. Di questi, 8.600 hanno subito gravi situazioni di mancanza di protezione in casa e oggi sono sottoposti a una misura di protezione che ne assicura il benessere e lo sviluppo. 39 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 18 anni di questi centri hanno partecipato a un progetto attraverso il quale hanno avuto la possibilità di rilevare, dibattere e presentare proposte di miglioramento delle case in cui vivono utilizzando la fotografia.

Il progetto si è sviluppato attraverso sessioni dirette condotte dall'esperto di fotografia partecipativa e terapeutica Francesco Caiazza, che ha insegnato loro nozioni fotografiche, e li ha invitati a rappresentare per immagini proposte per migliorare il proprio ambiente, attraverso il dibattito e il lavoro di squadra.

Tutto il processo si e´ concluso con la mostra "Le nostre voci"   che si può vedere presso la sede del Segretariato Generale per i Giovani in Calle Calabria 147 a Barcellona. Siamo andate lì per vedere questa mostra e per ascoltare due delle sue protagoniste, Jana e Samira, 15 anni, che vivono in una delle case di SOS Villaggi dei Bambini. Abbiamo parlato anche con l'educatrice e direttrice di questo centro, Claudia Muzzioli e con il fotografo Francesco Caiazza. 

Ascolta l'intervista qui 

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Esempio del workshop gestito per la scuola pubblica italiana a Madrid.

La fotografia come strumento di identità, inclusione, relazione, consapevolezza e conoscenza della propria soggettività e realtà. Con questa esperienza, i partecipanti potranno esplorare, confrontarsi e raccontare la realtà che li circonda e la propria soggettività , attraverso il linguaggio fotografico. 

Contenuto

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I temi

  • Le  prospettive nella fotografia e punti di vista nella vita.

  • I luoghi che occupiamo parlano di noi, prendiamoci cura del nostro spazio nel mondo.

  • Dalla ritrattistica all'identità e all'accettazione della propria immagine .

  • La vita sana

  • Come vorrei vedermi tra 10 anni . Opzioni accademiche e lavorative.

  • Le 5 emozioni primarie e perché sono tutte importanti nella vita.

  • Il collage . Come riunire armoniosamente e magicamente tutte le varie "parti" di cui siamo fatti.

  • Light painting , disegno con la luce. 

Per chi è?

Primarie (dai 7 anni),  secondarie di primo e secondo grado.
Tutti i centri che si occupano di bambini e adolescenti a livello educativo, sociale e salute mentale.

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Mostra virtuale. Scuola pubblica Madrid, 22 aprile

Informazione pratica

Fotocamera o cellulare con fotocamera a carico dei
partecipanti.      
Supporto alla riproduzione audiovisiva a carico del centro.
Tutti gli altri materiali a carico del condutture.

Docente

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Laureato alla Universita' Parthenope in Italia, ha conseguito la City & Guilds Photography Qualification a Londra,  specializzato in fotografia terapeutica e partecipativa presso l'Instituto 8 di Barcellona. 

Il percorso artistico nasce, come sempre, con la necessita' di "comunicare", di dare voce alla propria creatività'. processi che hanno generato  collezioni che sono state esposte nel Regno Unito, Spagna e Italia.
Negli ultimi 15 anni, in opposizione ai desideri dell'ego, ha concentrato le sue energie su progetti fotografici che hanno avuto un impatto favorevole sul mondo in cui viviamo. È così che ha iniziato a lavorare come fotografo volontario per ONG in Sud America, Centro America e soprattutto in Africa. Attualmente conduce laboratori di fotografia terapeutica e partecipativa in Spagna e Italia.

          " Mi sembra assolutamente magico come percorsi umani e professionali apparentemente diversi confluiscano, a un certo punto della vita, nello stesso "spazio". Percorsi che si sovrappongono e finiscono per condividere gli stessi obiettivi. Ed è proprio in questo spazio creativo e aiuto ho incontrato delle nuove fantastiche  compagnie di viaggio: la fotografia terapeutica e la fotografia partecipativa ."

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